PERIFERIE URBANE
2024 | GENTE DI TE BRUNETTI
Storie di Te Brunetti: Enzo
Il suo laboratorio è nascosto nella campagna del Trincerone.
Da 56 anni Enzo passa tutti i suoi giorni in questa casa che una volta era una stalla con fienile.
Nel tempo lui l’ha trasformata in laboratorio di falegnameria, bottega di antiquariato, galleria di ricordi.
83 anni compiuti, Enzo è un artista eclettico. Maestro del legno, restauratore, scenografo, ha recitato in una compagnia teatrale per molti anni, è stato attore in film di Bolognini e di Moretti.
La sua passione per il legno è nata a 14 anni quando i genitori decisero di mandarlo a bottega. A poco più di 20 anni si mette in proprio.
Sorretto dalla forte passione e dalla vivace creatività, si fa strada nella costruzione artigianale di mobili.
Ha collaborato per lungo tempo con la compagnia teatrale Campogalliani creandone le sceneggiature.
In quartiere lo chiamano “Il falegname”. Non c’è bisogno di aggiungere nome e cognome. Tutti lo conoscono.
2025 | FORMIGOSA
La nuova tappa del progetto Periferie Urbane prosegue il percorso di esplorazione fotografica dei quartieri di Mantova, approdando a Formigosa, un territorio di confine sospeso tra città e campagna. Qui la periferia assume un volto intimo e stratificato, dove la memoria del lavoro e la forza delle relazioni convivono con un senso profondo di appartenenza.
Come nelle precedenti esperienze di Lunetta e Te Brunetti, anche a Formigosa il metodo di lavoro si è fondato sull’incontro e sulla partecipazione. I fotografi dell’Associazione TOPIS APS hanno abitato il quartiere, ascoltato le voci dei suoi abitanti, accolto le loro storie e restituito attraverso le immagini la complessità di una comunità viva, fatta di gesti quotidiani, mestieri, passioni e affetti. L’obiettivo, ancora una volta, è superare gli stereotipi che pesano sulla parola “periferia”, per restituirle invece il suo significato più autentico: un luogo in cui la vita si costruisce nella prossimità, nel tempo condiviso e nelle relazioni che legano le persone al loro ambiente.
In questo intreccio di biografie e luoghi, la mostra Periferie Urbane – Formigosa si propone come un esercizio di sguardo e di relazione. Ogni fotografia nasce da un incontro, ogni volto ritratto racconta un frammento di vita che diventa parte di un racconto collettivo. Attraverso la fotografia, Formigosa si mostra come spazio di connessioni: un quartiere che resiste al tempo grazie alle sue persone, al lavoro, alla memoria condivisa e alla capacità di costruire comunità.
Il progetto, promosso da AUSER Formigosa in collaborazione con TOPIS APS nell’ambito delle attività di fotografia e inclusione, continua così la sua missione di mappare fotograficamente le periferie mantovane, non per definirle ma per comprenderle, per restituire visibilità e dignità a luoghi e persone spesso rimaste ai margini dello sguardo urbano. A Formigosa, la fotografia diventa un linguaggio di prossimità: uno strumento per conoscersi, riconoscersi e raccontare insieme la bellezza discreta del vivere quotidiano.
Il cimitero
I cimiteri sono spazi liminali: tra vita e morte, fra presenza e assenza. Sono luoghi in cui si intrecciano memoria individuale e memoria collettiva. Ricchi di simbologia, restituiscono una dimensione contemplativa, quasi sospesa. Ogni cappella, ogni tomba, ogni lapide è un piccolo microcosmo con le sue storie.
Tutto questo non solo ricorda chi non c’è più, ma ci lega al passato del luogo, ai vissuti, alle narrazioni che altrimenti potrebbero essere dimenticate.
