ho deciso di scriverti una lettera. O forse tante lettere.
Ho letto che “la vita dei malati è una storia di prime volte”.
Anche quella dichi gli sta vicino.L’ospedale è quel luogo dove viene ridefinito il concetto di spazio e tempo.Ci si sente come un giocoliere, fermo in equilibrio. È sufficiente un soffio divento, una distrazione per perderlo e cadere a terra. Se sei bravo lo riacquisti subito e torni a sfidare la gravità.Se non lo sei, se non sei pronto a qualsiasi cosa può accaderti intorno, perdi l’equilibrio e cadi a terra. Una volta giù chissà se e come ti rialzi.
Chi baderà a te quando io non ci sarò più? Quando non ci sarò, te ne accorgerai?
“Le cicatrici più grosse che ho sul corpo sono state fatte da un leone che mio nonno, il tuo bisnonno, portò a casa quando ero piccola.
Vivo da sempre con queste cicatrici e quando qualcuno le vede quasi mi infastidisce la domanda “cosa ti sei fatta?”, perché Ale, come puoi immaginare, alla risposta “mi ha morso un leone” non crede mai nessuno.
Le cicatrici sulla nostra pelle sono segni evidenti di traumi, ferite che con il tempo guariscono. Diventano una nuova pelle, una storia da raccontare.
Le ferite esterne si rimarginano. Quelle interne ti fanno marcire dentro.”
“Volevo crescere insieme a te all’insegna della spensieratezza, giocando con le costruzioni, guardando insieme tutti i film di Star Wars e dei supereroi Marvel, portandoti sulle giostre e in giro per il mondo. Volevo scoprire a quale sport ti saresti appassionato, per quale squadra avresti tifato, guardandoti tuffare in piscina senza braccioli perché avresti preso coscienza della tua forza.
Ha davvero poi così senso pianificare tutto?”
“Le mie paure iniziano spesso con “chissà se”.
Chissà se sarò in grado.
Chissà se soffri.
Chissà se sei felice.
Chissà se sai quanto ti amo.
Chissà se diventerai grande.”
“Caro Alessandro,
…….”
Il Morso del Leone è un progetto fotografico che esplora la disabilità attraverso il legame tra un genitore e un figlio, la cui condizione resta senza diagnosi. Un viaggio visivo, una sorta di favola che esplora la consapevolezza di una realtà diversa, semplicemente unica nella sua straordinaria autenticità. È anche il racconto di un’evoluzione naturale, capace di cogliere la forza dell’imprevisto, oltre ogni definizione.