2024 | GENTE DI TE BRUNETTI

Come si possono ritrarre le persone? Come entrare nelle loro case, nella loro vita, nei luoghi di lavoro, anche solo per il tempo di qualche scatto fotografico?
Abbiamo un desiderio, quello di ricostruire storie personali e relazioni sociali di quartiere attraverso il linguaggio della fotografia, con particolare riguardo alle fotografie e alle immagini basate sulle persone, sulle loro vite, usando il ritratto in studio e il ritratto ambientato come tecnica fotografica.
Lo scopo del progetto di fotografia sociale GENTE DI TE BRUNETTI è collegare il passato e il presente e i relativi ricordi degli abitanti di Te Brunetti, con la realtà di oggi e le persone che vivono Te Brunetti, con le persone per come sono oggi, adesso.
Per il lavoro fotografico e la relativa mostra di ritratti ambientati “STORIE DI TE BRUNETTI” sono stati scelti alcuni soggetti rappresentativi del quartiere, per le loro storie, per il loro ruolo nel contesto sociale, per il loro mestiere e sono stati invitati a farsi ritrarre nei loro contesti di vita.
I fotografi di Associazione Topis che si sono impegnati nello sviluppare attraverso scatti e istanti le storie di queste persone, si sono immersi nella loro realtà quotidiana per il tempo di conoscersi e dare vita a dei ritratti ambientati che racchiudono storie, sguardi e luoghi di Te Brunetti. Ciascuna persona ritratta merita il tempo di un servizio fotografico e speriamo che il pubblico possa trarre da queste storie un racconto mentale della storia del nostro territorio, attraverso le persone che lo abitano.
La base comune di tutti gli interventi del progetto di fotografia di quartiere sarà la partecipazione degli abitanti, attraverso le loro storie personali, la condivisione delle fotografie d’epoca, l’essere soggetti delle sedute di ritratto fotografico, la partecipazione alla maratona fotografica e alle altre iniziative del progetto allargato GENTE DI TE BRUNETTI, di cui STORIE DI TE BRUNETTI è una parte, quella basata sul ritratto ambientato, nel quale saranno tutti chiamati a ritrarre e pensare il quartiere, nel modo e con le caratteristiche che ognuno riterrà più opportune.

Storie di Te Brunetti: Enzo

Il suo laboratorio è nascosto nella campagna del Trincerone.
Da 56 anni Enzo passa tutti i suoi giorni in questa casa che una volta era una stalla con fienile.
Nel tempo lui l’ha trasformata in laboratorio di falegnameria, bottega di antiquariato, galleria di ricordi.
83 anni compiuti, Enzo è un artista eclettico. Maestro del legno, restauratore, scenografo, ha recitato in una compagnia teatrale per molti anni, è stato attore in film di Bolognini e di Moretti.
La sua passione per il legno è nata a 14 anni quando i genitori decisero di mandarlo a bottega. A poco più di 20 anni si mette in proprio.
Sorretto dalla forte passione e dalla vivace creatività, si fa strada nella costruzione artigianale di mobili.
Ha collaborato per lungo tempo con la compagnia teatrale Campogalliani creandone le sceneggiature.
In quartiere lo chiamano “Il falegname”. Non c’è bisogno di aggiungere nome e cognome. Tutti lo conoscono.

2025 | FORMIGOSA

La nuova tappa del progetto Periferie Urbane prosegue il percorso di esplorazione fotografica dei quartieri di Mantova, approdando a Formigosa, un territorio di confine sospeso tra città e campagna. Qui la periferia assume un volto intimo e stratificato, dove la memoria del lavoro e la forza delle relazioni convivono con un senso profondo di appartenenza.

Come nelle precedenti esperienze di Lunetta e Te Brunetti, anche a Formigosa il metodo di lavoro si è fondato sull’incontro e sulla partecipazione. I fotografi dell’Associazione TOPIS APS hanno abitato il quartiere, ascoltato le voci dei suoi abitanti, accolto le loro storie e restituito attraverso le immagini la complessità di una comunità viva, fatta di gesti quotidiani, mestieri, passioni e affetti. L’obiettivo, ancora una volta, è superare gli stereotipi che pesano sulla parola “periferia”, per restituirle invece il suo significato più autentico: un luogo in cui la vita si costruisce nella prossimità, nel tempo condiviso e nelle relazioni che legano le persone al loro ambiente.

In questo intreccio di biografie e luoghi, la mostra Periferie Urbane – Formigosa si propone come un esercizio di sguardo e di relazione. Ogni fotografia nasce da un incontro, ogni volto ritratto racconta un frammento di vita che diventa parte di un racconto collettivo. Attraverso la fotografia, Formigosa si mostra come spazio di connessioni: un quartiere che resiste al tempo grazie alle sue persone, al lavoro, alla memoria condivisa e alla capacità di costruire comunità.

Il progetto, promosso da AUSER Formigosa in collaborazione con TOPIS APS nell’ambito delle attività di fotografia e inclusione, continua così la sua missione di mappare fotograficamente le periferie mantovane, non per definirle ma per comprenderle, per restituire visibilità e dignità a luoghi e persone spesso rimaste ai margini dello sguardo urbano. A Formigosa, la fotografia diventa un linguaggio di prossimità: uno strumento per conoscersi, riconoscersi e raccontare insieme la bellezza discreta del vivere quotidiano.

Il cimitero

I cimiteri sono spazi liminali: tra vita e morte, fra presenza e assenza. Sono luoghi in cui si intrecciano memoria individuale e memoria collettiva. Ricchi di simbologia, restituiscono una dimensione contemplativa, quasi sospesa. Ogni cappella, ogni tomba, ogni lapide è un piccolo microcosmo con le sue storie.
Tutto questo non solo ricorda chi non c’è più, ma ci lega al passato del luogo, ai vissuti, alle narrazioni che altrimenti potrebbero essere dimenticate.